
Viaggiare lentamente lungo il Canale Maestro della Chiana in terra di Siena e di Arezzo vuol dire scoprire una Toscana diversa da quella delle colline del Chianti o dei borghi medievali: è la Toscana piatta, agricola e silenziosa della Valdichiana, quella che l’ingegno umano ha sottratto all’acqua nel corso di secoli di lavoro e che ancora oggi conserva i segni visibili di quella trasformazione. Nella grande valle affondano le radici della civiltà etrusca e scorrono le acque di un canale che ancora oggi svolge una funzione idraulica attiva.
Il Sentiero della Bonifica è un percorso ciclopedonale di circa 62 km che collega Arezzo a Chiusi costeggiando il Canale Maestro della Chiana attraverso le province di Arezzo e Siena. L’antica strada di manutenzione del canale e delle chiuse granducali è oggi un tracciato ciclopedonale interamente chiuso al traffico veicolare, pianeggiante, ben segnalato e integrato con la rete ferroviaria: si parte con il treno da una città e si arriva all’altra in bici o a piedi, senza dover tornare sui propri passi. È parte della EV7 Ciclovia del Sole, il grande itinerario ciclistico europeo che collega il Nord Europa alla Sicilia.
Il Sentiero della Bonifica si sviluppa interamente su strada bianca sterrata, l’antica sede stradale di manutenzione delle chiuse granducali. Il tracciato è totalmente pianeggiante, con un dislivello complessivo di appena 20 metri sull’intero percorso: una caratteristica rara in Toscana, che rende il sentiero accessibile a cicloturisti di ogni livello, comprese le famiglie con bambini, purché equipaggiate con biciclette adatte al fondo non asfaltato.
Il percorso parte da San Leo, alla periferia di Arezzo, dove la Chiusa dei Monaci del Fossombroni divide le acque della Chiana prima dell’immissione nell’Arno al Ponte Buriano, e termina alla stazione ferroviaria di Chiusi Scalo, punto di partenza naturale per chi arriva in treno. In senso inverso, molti cicloturisti partono da Chiusi e pedalano verso Arezzo. Entrambe le stazioni capolinea sono servite da treni regionali Trenitalia, il che permette di effettuare il percorso in un’unica direzione senza necessità di rientrare al punto di partenza.
Il sentiero non attraversa nessun centro abitato per gran parte del suo sviluppo: è un percorso immerso nella campagna aperta, con le colline della Valdichiana che si alzano ai lati — con Cortona visibile in lontananza sulle colline orientali — e il canale che scorre parallelo per tutti i 62 chilometri. Lungo il percorso sono segnalate alcune vie di fuga verso le strade provinciali, utili in caso di necessità o per chi vuole spezzare il tragitto in più giorni.
Cortona non si trova direttamente sul Sentiero della Bonifica, ma è raggiungibile con una deviazione di circa 12 km grazie al cosiddetto Sentiero dei Principes Etruschi, che si stacca dal percorso principale nelle vicinanze di Castiglion Fiorentino. Per chi ha il tempo e la voglia, è una deviazione che vale pienamente il chilometraggio aggiuntivo: Cortona è la città etrusca più affascinante della valle e il suo centro storico medievale, con il MAEC e il panorama sul Lago Trasimeno, è una delle tappe più belle dell’intera Valdichiana.

Nonostante il percorso sia prevalentemente in aperta campagna, non mancano i punti di interesse storico, naturalistico e paesaggistico.
Nella parte meridionale del percorso, in prossimità di Chiusi, il sentiero costeggia il Lago di Chiusi e la Riserva Naturale del Lago di Montepulciano, due biotopi censiti dal CNR tra le aree umide di maggiore interesse ecologico della Toscana interna. Sono specchi d’acqua ricchi di flora acquatica e fauna selvatica, frequentati da aironi cenerini, garzette, cormorani e numerose specie di anatidi. È la parte più suggestiva del percorso per chi ama il birdwatching: nelle ore mattutine e serali l’attività degli uccelli è particolarmente intensa. Nelle vicinanze del lago è frequente incontrare nutrie lungo le sponde del canale.
A poca distanza da Chiusi si trovano due torri medievali dal nome singolare: la Torre del Beccati Questo, costruita dai senesi, e la Torre del Beccati Quello, eretta dai perugini. Le due torri si fronteggiavano sul confine tra i territori contesi, e i loro nomi dialettali esprimono con efficacia la rivalità delle città rivali. Sono uno degli scorci più fotografati del percorso.
Lungo il canale si incontrano le chiuse idrauliche che regolavano il flusso delle acque durante la bonifica granducale, alcune delle quali ancora funzionanti. Le leopoldine — le case coloniche costruite dai Lorena per popolare la valle bonificata, riconoscibili per la loro architettura funzionale e ordinata — punteggiano il paesaggio agricolo con una cadenza quasi ritmica, testimoniando la pianificazione sistematica con cui il Granducato riprogettò il territorio.
Pur non trovandosi direttamente sul tracciato, i borghi collinari della Valdichiana sono tutti raggiungibili con brevi deviazioni: Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana, Lucignano e Monte San Savino si trovano tutti entro pochi chilometri dal sentiero e offrono un’ottima occasione per una pausa culturale o gastronomica. La Montepulciano e la sua produzione di Vino Nobile DOCG sono raggiungibili con una salita dalla parte senese del percorso.
Il fondo sterrato del Sentiero della Bonifica richiede una bicicletta adatta: le bici da corsa con pneumatici stretti sono sconsigliate, mentre si adattano perfettamente le bici gravel, le mountain bike e le bici da trekking con ruote larghe. Anche le e-bike gravel sono una scelta sempre più diffusa, soprattutto per percorrere l’intero tracciato in un unico giorno. Le bici da passeggio urbano con ruote molto strette non sono adatte.
Lungo il percorso, le cartine ufficiali — scaricabili dal sito sentierodellabonifica.it — segnalano i punti di rifornimento, le ciclofficine e i bike hotel convenzionati. I punti di sosta con acqua potabile e servizi sono rari lungo il tracciato aperto: è indispensabile partire con borracce piene e cibo a sufficienza per diversi ore di percorrenza. Bar e alimentari si trovano solo in prossimità dei centri abitati, distanti dal tracciato principale.
Il Sentiero è percorribile anche a piedi e a cavallo, ed è interamente chiuso ai veicoli a motore (eccezione fatta per i mezzi di manutenzione autorizzati).
La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono i periodi migliori per percorrere il Sentiero della Bonifica. Le temperature sono piacevoli e il paesaggio agricolo offre i colori più belli. L’estate è sconsigliata nelle ore centrali della giornata: il percorso è quasi completamente privo di ombra e il sole estivo della pianura toscana è intenso. Se si pedala in estate, conviene partire all’alba e concludere entro le 10-11 di mattina.
Un fattore da non sottovalutare è il vento: la conformazione piatta e aperta della Valdichiana la rende particolarmente esposta alle correnti, che nelle giornate ventose possono rallentare sensibilmente la pedalata, soprattutto in direzione nord. Controllate le previsioni prima di partire.
L’integrazione con il treno è uno dei punti di forza del percorso: la linea ferroviaria Arezzo-Chiusi è servita da treni regionali Trenitalia con fermata in tutte le stazioni intermedie della Valdichiana, il che permette di spezzare il tragitto in più segmenti e di rientrare al punto di partenza con il treno. Per chi vuole i servizi aggiuntivi — noleggio bici, trasporto bagagli, guida ambientale — sono attivi operatori specializzati convenzionati con il sentiero.
Da Arezzo: il punto di accesso al sentiero è la Chiusa dei Monaci di San Leo, raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Arezzo in circa 20 minuti a piedi o in bici percorrendo le piste ciclabili urbane. La stazione di Arezzo è collegata con Firenze (circa 1 ora), Roma e le principali città toscane.
Da Chiusi: la stazione di Chiusi Scalo è il punto di accesso meridionale. È servita dalla linea Roma-Firenze con fermate di treni regionali e intercity. Dal piazzale della stazione il sentiero inizia a pochi minuti a piedi.
Per chi arriva in auto, lungo il percorso sono presenti diversi punti di accesso con parcheggio nelle vicinanze del canale, che permettono di percorrere solo una parte del sentiero senza necessità di coprire l’intero tragitto.