Val Sovara

La valle del Sovara si sviluppa lungo l'omonimo torrente che, dopo aver lasciato il versante sud-ovest dell'Alpe di Catenaia, costeggia il complesso dei Monti Rognosi facendosi spazio tra le rocce ofiolitiche.
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La valle del Sovara si sviluppa lungo l’omonimo torrente che, dopo aver lasciato il versante sud-ovest dell’Alpe di Catenaia, costeggia il complesso dei Monti Rognosi facendosi spazio tra le rocce ofiolitiche, in piena Riserva Naturale.

In questa parte della valle, alta e stretta, si è maggiormente a contatto con l’ambiente naturale: si passa dalla faggeta nella fascia altimetrica più alta, arrivando ai castagneti sopra Ponte alla Piera e ai rimboschimenti a pino nero e marittimo dei Monti Rognosi. Le strutture urbanistiche e architettoniche storiche del luogo sono caratterizzate da un aspetto austero e fortificato: il Conventino, il Castello di Montauto che domina l’intero bacino idrografico del Tevere, i resti del Castello di Fatalbecco su Poggio di Castiglione, l’intero complesso di Ponte alla Piera che si è sviluppato lungo un tratto della Via Ariminensis (che collegava la città di Arezzo con Rimini) e che proprio in questo luogo, attraversando il torrente Cerfone lascia segno di sé con l’antico ponte romanico.
Da Tavernelle il corso del torrente si allarga, diventando meno tortuoso e il paesaggio circostante assume forme più morbide: la valle si apre costeggiata a sinistra dalla Collina di Anghiari e a destra dalle collina che si allungano fino all’Alpe di Poti.

L’area è caratterizzata dalla permanenza, quasi integrale e straordinaria nelle forme, della struttura insediativa medievale incentrata nei “castra” e nelle “ville aperte” sui culmini dei rilievi del primo fronte collinare (Vaglialle, Pianettole, Toppole, Scoiano, Catigliano) e negli aggregati di piccoli proprietari coltivatori sulle pendici più alte sotto il crinale dell’Alpe di Poti (Colignola, Montemercole, il Poggiolo, Upacchi, Verazzano). Accanto a queste strutture del popolamento di carattere collettivo permangono i segni sensibili dell’iniziativa individuale, feudale e signorile: Castello e contea di Montauto, Castello di Sorci, Castello di Galbino e la villa fortificata La Barbolana.

Tali aspetti di rilevanza architettonica e paesistica consigliano di affiancare, ai già descritti itinerari tematici fondati sulle tipologie architettoniche (pievi, ville, castelli) uno specifico percorso di visita dedicato alla Val Sovara intesa come unicum, cioè come unità ambientale di eccezionale integrità e organicità, da esplorare non per singoli oggetti emergenti ma unitariamente, quale spaccato territoriale emblematico della storia e dei valori della comunità di Anghiari.

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