Firenze

Giardino di Boboli

Lo splendido giardino di Boboli è una vera e propria oasi di pace e serenità, e oltre ad una parentesi dal caldo regala anche magnifiche viste su Firenze.
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In Oltrarno, uno dei punti di riferimento di Firenze più apprezzati e visitati dai turisti è il giardino di Boboli. A differenza di molti altri monumenti del centro, Boboli è molto frequentato anche dai fiorentini: da sempre meta prediletta per gli studenti che decidono di saltare un giorno di scuola, è affollatissimo di locali che desiderano passare qualche ora in tranquillità, a leggere un libro nel prato o semplicemente a fare una passeggiata.

La bellezza del giardino di Boboli sta nella sua ambientazione, elegantemente situato in pieno centro storico sul dorso di una collina, così da regalare splendidi panorami sul Duomo, su Palazzo Vecchio e ovviamente su Palazzo Pitti, dato che in origine era proprio il giardino del Palazzo dove risiedeva la famiglia Medici.

Oggi, quasi 500 anni dopo, il giardino di Boboli non ha certo perso il suo fascino. Anzi, l’ha ulteriormente ampliato, grazie anche ad un’ampia collezione di sculture e opere d’arte che si possono ammirare in qua e in là per il parco. La sua bellezza e importanza è tale che l’UNESCO l’ha inserito nel 2013 all’interno della lista dei patrimoni mondiali dell’umanità.

Gli itinerari da percorrere a piedi all’interno del giardino sono moltissimi, e la visita approfondita può portare via anche una giornata intera. Attenzione al fatto che l’esplorazione del parco può essere piuttosto faticosa, poichè vista la conformazione del terreno ci sono diverse salite.

La storia

L’ex giardino granducale di Palazzo Pitti fu costruito a partire dal XVI secolo, originariamente per mano dei Medici, che regnavano la città nel suo momento di massio splendore. Nei secoli successivi, le dinastie che succedettero ai Medici, come gli Asburgo-Lorena e i Savoia, continuarono a lavorare sul giardino e a espanderlo, facendolo diventare quello che possiamo ammirare ancora oggi.

L’architetto che per primo realizzò l’embrione del giardino di Boboli fu Niccolò Tribolo, forte anche dell’esperienza sui giardini della villa medicea di Castello ai quali lavorò soltanto pochi anni prima. Nel 1550, alla morte di Tribolo, il progetto venne portato avanti da Bartolomeo Ammannati e da Bernardo Buontalenti.

Fu Cosimo I dè Medici ad espandere il giardino di Boboli una prima volta, portandolo ad avere una dimensione di quasi il triplo rispetto a quella originaria. Il parco rimase privato fino alla fine del ‘700, quando Pietro Leopoldo di Lorena decise di aprirlo al pubblico.

Cosa vedere al giardino di Boboli

Sono quattro gli ingressi del giardino di Boboli. Vi si entra da palazzo Pitti, dal forte Belvedere, da via Romana e dal piazzale di porta Romana. L’uscita è unica, e avviene attraverso piazza Pitti. Una volta dentro, oltre a vagare senza meta per il parco, ecco quali sono le principali attrazioni.

Anfiteatro

Tra le principali architetture del giardino di Boboli c’è l’Anfiteatro, che si trova subito sulla facciata posteriore di Palazzo Pitti. E’ il teatro di corte più antico di Firenze che possiamo ammirare anche oggi, ed è senza dubbio uno dei punti forti del parco.

E’ completamente circondato da eleganti statue di ispirazione classica: alcune sono originali, altre invece, come l’Apollino di Michelangelo, sono delle copie; sul lato sud vi sono delle gradinate da usare come seduta per gli spettatori, che non sono però replicate sul lato nord poichè qui è presente un affioramento di roccia.

L’anfiteatro del giardino di Boboli, nel corso della sua storia secolare, è stato il palcoscenico per eventi e rappresentazioni, a cominciare dal Proteo e la Fama del 1652, in onore degli arciduchi d’austria, fino ai saggi ginnici di epoca fascista. In epoca contemporanea è stato la sede del Maggio Musicale Fiorentino fino al 1997.

Obelisco

L’obelisco di Boboli, alto oltre 6 metri, è l’unico obelisco antico della Toscana; proviene da Roma, trasportato dall’Egitto nel I secolo d.C. Fu costruito utilizzando pietra proveniente da Assuan, mentre le sue decorazioni ricordano la divinità Atum, proveniente dalla città di Eliopoli. Secondo gli storici contemporanei, la sua costruzione risale circa al 1250 a.C.

L’obelisco venne acquistato dal cardinale Ferdinando dè Medici nel XVI secolo, e lo pose tra le collezioni di antichità di villa Medici; nel giugno 1788 Pietro Leopoldo di Lorena, in quanto erede dei beni di Casa Medici, lo portò a Firenze, viaggiando per mare e sbarcando a Livorno; venne poi portato a Firenze via terra, e venne posto nell’anfiteatro del giardino di Boboli.

Davanti all’obelisco si trova una vasca in granito grigio, lunga oltre 7 metri, proveniente dall’antica Roma e collocata nella sua posizione attuale soltanto nel 1840. Alcune delle decorazioni che comprendevano l’intera opera oggi sono state smantellate e spostate presso il museo del Bargello.

Fontana del Carciofo

Sulla terrazza che chiude il lato nord-est del cortile dell’Ammannati, parte integrante di Palazzo Pitti, si trova la fontana del Carciofo. E’ posta in posizione tale da dominare la veduta del giardino dal palazzo, ed è situata esattamente sopra la grotta di Mosè.

La fontana, scolpita da Francesco Susini e Francesco del Tadda, risale al 1640, e sostituì l’antica fontana di Giunone di Bartolomeo Ammannati, che andò distrutta eccezion fatta per alcuni frammenti, spostati al museo del Bargello.

Il motivo per cui ha preso il suo curioso nome dipende dalle decorazioni situate ai lati della scalinata sulla quale poggia la fontana, che ricordano le foglie che crescono sui gambi dei carciofi. Sugli spigoli, la fontana presenta delle sculture marmoree dei putti, ritratti in pose allegre e spensierate.

Kaffeehaus

Nel 1776 il ventaglio di opere e monumenti del giardino di Boboli venne ampliato con la Kaffeehaus, che originariamente era l’edificio in cui Pietro Leopoldo, seguendo la moda dell’epoca, si recava a bere il caffè con la sua corte.

La Kaffeehaus si trova davanti al prato di Ganimede, e venne costruita secondo il progetto dell’architetto Zanobi del Rosso. Va però detto che il prato di Ganimede fu il risultato di un ampliamento del giardino di Boboli successivo alla Kaffeehaus: risale infatti a quasi 20 anni dopo.

L’ispirazione dell’edificio è puramente rococò, con vaghi rimandi al barocchetto viennese e all’architettura orientale così tanto apprezzata dagli Asburgo. Il colore verde pallido, detto “verde Lorena”, risale invece soltanto al 1990.

All’interno della Kaffeehaus è possibile ammirare splendidi affreschi, opera di Giuseppe del Moro, Giuliano Traballesi e Pasquale Micheli, ispirati a vedute illusionistiche e paesaggi campestri. Parte degli affreschi è tornata alla luce soltanto dopo il restauro degli anni ’90.

Grotta del Buontalenti

Tra le bellezze imperdibili del giardino di Boboli non può certo mancare la grotta del Buontalenti. I lavori a questa magnifica grotta furono avviati da Giorgio Vasari, il quale creò la parte inferiore della facciata; gran parte del merito ce l’ha però Bernardo Buontalenti, il quale ci lavorò nell’arco di ben 10 anni, tra il 1583 e il 1593.

All’esterno vi è un ingresso ampio, con decorazioni che ricordano delle colate spugnose, a ricordare delle stalagmiti e delle stalattiti, mentre ai lati vi sono due nicchie, con due statue opera di Baccio Bandinelli, Cerere e Apollo. L’esterno si completa con due cornici a mosaico, mentre al centro vi è raffigurato lo stemma dei Medici.

L’interno della grotta invece è suddiviso in tre stanze. Di queste, la prima è molto più grande delle altre due, e vi si possono ammirare sculture, pitture e pregevoli opere architettoniche. Il tutto ha come tema il caos e la materia informe, che trova ordine e armonia grazie alla metamorfosi. Vi sono anche delle copie dei quattro Prigioni di Michelangelo, di cui gli originali sono alla Galleria dell’Accademia.

Originariamente, all’interno della grotta del Buontalenti c’erano anche alcuni giochi d’acqua, le cui tracce, fatte di canalini in terracotta e vasche di convogliamento, sono state riportate alla luce durante il restauro degli anni novanta. Oggi purtroppo non si possono più apprezzare, anche se all’interno della stanza c’è una fontana con una roccia.

Viottolone

Il Viottolone è uno dei simboli del giardino di Boboli. E’ fondamentalmente un ampio viale che rappresenta l’asse sud-ovest del giardino. E’ molto ripido, sia da percorrere in salita che in discesa, ed è fiancheggiato da due file di cipressi secolari, risalenti alla prima metà del ‘600. Lungo il Viottolone si trovano numerose statue, posizionate agli incroci con i viali trasversali. Alcune di esse sono risalenti all’epoca romana, altre vennero scolpite nel ‘700.

Per entrare nel Viottolone si attraversa il prato dell’Uccellare; l’ingresso è segnalato dalle statue dei Tirannicidi greci, mentre i tre viali trasversali disegnano i sei scomparti del giardino di Boboli. Camminando lungo i viali trasversali, in qualsiasi direzione, si possono ammirare moltissime statue, di ogni epoca e stile.

Vasca dell’isola o Isolotto

Tra le cose da non perdere al giardino di Boboli non può mancare l’Isolotto, situato al termine del Viottolone. E’ una grossa vasca risalente al 1618, ideata da Alfonso e Giulio Parigi, posizionata in un piazzale circondato da siepi di leccio, che fungono da copertura per una serie di statue di pietra e marmo.

La protagonista dell’area però è la vasca, di forma circolare, con al centro un’isola raggiungibile tramite due passerelle. Ogni passerella ha anche dei grandi cancelli sostenuti da colonne, sormontate da un capricorno, simbolo del Granducato di Toscana.

Al centro dell’isola spicca la Fontana dell’Oceano, una scultura del Gianbologna con un basamento finemente decorato con motivi a bassorilievo, che sorregge una grossa vasca di forma circolare, che funge da base per la statua del Nettuno. Oggi, la statua che possiamo ammirare, seppur splendida, è soltanto una copia: l’originale è esposta al museo del Bargello.

Biglietti d’ingresso

Il giardino di Boboli è aperto tutti i giorni dalle 8.15, mentre l’orario di chiusura varia a seconda del mese, dalle 16:30 alle 19:00. Il parco rimane chiuso il primo e ultimo lunedì del mese eccetto per i mesi di giugno e ottobre, oltre al 1 gennaio e al giorno di Natale.

E’ possibile acquistare i biglietti d’ingresso alle casse del parco oppure online; con il biglietto è possibile accedere gratis anche al giardino di Villa Bardini. Sono previste riduzioni per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni, mentre i bambini e i residenti nel comune di Firenze hanno diritto all’ingresso gratuito entrando dall’ingresso di via Romana, noto anche come ingresso di Annalena. Il sabato e i festivi è obbligatoria la prenotazione, ad eccezione dei residenti nel comune di Firenze.

E’ possibile poi acquistare un biglietto cumulativo della durata di 5 giorni, chiamato Passepartout 5 days, che permette l’accesso agli Uffizi, al giardino di Boboli e a Palazzo Pitti, oppure un pass annuale valido 365 giorni dalla data scelta al momento dell’emissione, con ingressi illimitati.

Visite guidate

Non ci sono tour ufficiali del giardino di Boboli, ma è certamente possibile prendere parte a visite guidate di gruppo o private, condotti dalle esperte guide turistiche del posto. Potete trovare quella che fa per voi affidandovi a internet, valutando aspetti quali prezzo, durata della visita e recensioni.

Consigli per visitare il giardino di Boboli

Il giardino di Boboli è veramente immenso, pertanto anche nelle giornate più affollate non avrete difficoltà a trovare un angolo di quiete dove rilassarvi. Per contro, però, le code all’ingresso possono essere molto lunghe, pertanto consigliamo di acquistare il biglietto in anticipo via internet.

Non sottovalutate il caldo di Firenze durante l’estate! Il giardino di Boboli a prima vista potrebbe sembrare un’oasi rinfrescante, ma il percorso può essere molto faticoso, dato che per buona parte è in salita e per buona parte al sole.

Non ci sono percorsi riparati, pertanto se il meteo non è dei migliori mettete da parte la vostra idea di visitare il giardino di Boboli.

Dove dormire vicino al giardino di Boboli

Il giardino di Boboli si trova in Oltrarno, in un’area ricca di appartamenti e B&B. La posizione è molto comoda, poichè siamo comunque nel centro storico di Firenze, e gran parte delle attrazioni della città sono raggiungibili comodamente a piedi in circa 10-15 minuti.

La stazione di Santa Maria Novella è un po’ più lontana, dai 20 ai 25 minuti a piedi, attraversando il Ponte Vecchio. Prendete in considerazione il taxi se viaggiate con bagagli pesanti al seguito, fare la strada a piedi con le valigie sui sampietrini del centro storico non è esattamente confortevole!

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Come raggiungere il giardino di Boboli

L’ingresso di via Romana del giardino di Boboli, chiamato anche ingresso di Annalena, si raggiunge camminando per pochi minuti da Palazzo Pitti, percorrendo via Romana in direzione sud. Non ci sono difficoltà di sorta nel raggiungerlo, la zona è molto bella e per gran parte pedonale.

Il giardino di Boboli si raggiunge abbastanza comodamente anche in auto: è sufficiente dirigersi verso Porta Romana, situata in posizione strategica lungo una delle principali arterie di comunicazione della città. Una volta giunti qui, parcheggiate dove possibile e proseguite a piedi, entrando dentro l’antica porta cittadina e proseguendo per via Romana per circa 5-10 minuti: troverete l’ingresso di Annalena sulla destra.

Informazioni utili

Indirizzo

Piazza de' Pitti, 1, 50125 Firenze FI, Italia

Contatti

TEL: +39 055 23885

Orari

    Aperto tutti i giorni dalle 08:15 alle 18:30

Trasporti

Fermate Bus

  • P. Imperiale Porta Romana (594 mt)

Dove si trova

Il giardino di Boboli occupa una vasta area a sud del centro storico di Firenze. L'accesso principale avviene da via Romana, a poche centinaia di metri da Palazzo Pitti.

Come risparmiare su trasporti e biglietti d'ingresso

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