Rapolano Terme

Rapolano Terme è nella terra delle Crete Senesi tra boschi, colline e la valle del fiume Ombrone.
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E’ nella terra delle Crete che sorge il paese di Rapolano tra boschi, colline e la valle del fiume Ombrone. Qua e là il profilo di antichi casali e cascine a testimoniare una cultura contadina tuttora ben viva.

Sede di terme fin dall’epoca romana come testimonia l’insediamento archeologico di Campo Muri, con l’avvento dei Franchi Rapolano divenne feudo della famiglia dei Cacciaconti insieme a S.Gimignanello e Serre.Dal dodicesimo secolo passò sotto il controllo della città di Siena. Nacquero in questo periodo i piccoli proprietari terrieri che arricchirono le condizioni economiche della zona.

Il legame tra la città di Siena e il suo territorio si rafforzò alla fine del tredicesimo secolo tramite il consistente patrimonio amministrato dallo “Spedale di Santa Maria della Scala” che aveva come punti di riferimento sul territorio le “Grance”, grandi fattorie fortificate dove venivano raccolti i prodotti agricoli circostanti.
La Grancia di Serre era una delle più importanti della provincia senese, con i suoi magazzini pieni di olio e frumento. Attualmente ospita il Museo del ciclo dell’Olio e un Centro di Documentazione delle Grance.

Ma Rapolano vuol dire anche travertino e terme. Il primo documento che testimonia questa attività estrattiva risale al 1597 e si riferisce alla cava di Noceto che doveva fornire il travertino per S. Maria in Provenzano. Da allora le cave si moltiplicarono fino a diventare una delle attività più importanti del territorio.
Dal sottosuolo giunge ancora una grande ricchezza: le sorgenti idrotermali, le stesse che hanno dato origine al travertino. L’uso di queste acque risale al periodo romano. Oggi sono in funzione due stabilimenti termali, l’Antica Querciolaia e le Terme S. Giovanni. Nel primo, nel 1867, si recò Giuseppe Garibaldi per curarsi le ferite riportare nell’Aspromonte. Museo dell’Antica Grancia di Serre

Dopo lunghi e delicati lavori di restauro la Grancia di Serre di Rapolano è restituita al pubblico.
Il Museo dell’Antica Grancia di proprietà del Comune di Rapolano è stato realizzato con il contributo della Provincia di Siena in collaborazione con la Soprintendenza e l’Assessorato alla Cultura della regione Toscana.

Con questa operazione si riannodano simbolicamente i fili di un lungo tratto della storia non solo della comunità montana di Rapolano e Serre, ma di tutta la provincia che dall’ospedale Santa Maria della Scala e del Sistema delle Grance ha tratto molte e importanti pagine della sua storia.

Qualche cenno storico. La sua realizzazione iniziò nel Duecento ed intorno al Trecento il complesso aveva già assunto quell’aspetto a blocco continuo che tuttora ha. Tra la fine del Trecento e i primi del Quattrocento fu trasformata in parte in fortezza. Tra il 1521 e il 1531 furono ritoccati gli ambienti di rappresentanza della Grancia e la sala. Fu realizzata una nuova cappella a fianco di quella medioevale. Intorno al 1575 fu costruito il grande edificio a tre piani che si estende in corrispondenza del secondo cortile della Grancia. Gli interventi degli ultimi secoli rispecchiano il carattere funzionale che l’edificio acquistò con l’alienazione avvenuta nel 1790.

Si tratta di un patrimonio storico-culturale molto importante che rappresentava il centro di produzione agraria locale capace di assicurare parte dei beni alimentari per l’ospedale senese.
La Grancia era un deposito di grano, di lavorazione del vino e dell’olio. Proprio per conservare questa molteplicità di funzioni, il Museo dell’Antica Grancia prevede un percorso articolato.
Al suo interno c’è un settore denominato “museo dell’olio”, dedicato all’olivicoltura e al ciclo dell’olio, che utilizza spazi e macchinari di un antico frantoio. In questi locali sono sistemati pannelli sulla coltivazione e lavorazione dell’olio che nel novecento veniva appunto conservato in ziri. Un altro settore del museo contiene il Centro di Documentazione delle Grance.

In un’ala dell’edificio quattro stazioni multimediali permettono ai visitatori di conoscere, attraverso appositi ipertesti, le vicende della Grancia e del Sistema delle Grance del S.Maria. E’ anche possibile effettuare una visita virtuale nelle principali strutture architettoniche dell’edificio.

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